Read PDF Astuzia normanna (Italian Edition)

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Io credo sia nei meccanismi di questa nostra programmazione che risieda il nostro interesse alle vicende delle persone da cui discendiamo. Se vostro nonno era un pescatore , un macellaio , …… , siatene fieri. Tenete il racconto per voi e per i vostri figli. Perche' e' il passato che dovrebbe creare il cemento tra la generazione futura e la generazione presente. Nel settecento nell' ottocento , durante il regno d'Italia durato appena 80 anni la storia di famiglia e la conseguente storia genealogica erano un tutt'uno con la storia nobiliare.

La ricostruzione della storia familiare sembrava cosa preclusa ai poveri come cosa di interesse risibile. Oggi l'approccio alla storia di famiglia e' completamente cambiato ; la ricerca storica studia i ceti dirigenti ed il loro ruolo. Le esaltazioni del passato si smorzano in una visione critica e non esegetica , e viene messo in luce il reale contributo alla macrostoria.

La ricostruzione della storia delle famiglie che hanno subito la storia ed hanno reagito per sopravvivere creando i fermenti per i moti convettivi che vedono l'emersione di facce nuove nell'economia della Nazione diventera' domani l'aspetto prevalente. Fare quindi ricerca , come accadeva ed accade spesso solo per cercare antenati nobili di una famiglia ha ed avra' sempre piu' a che vedere con lo studio della storia familiare solo marginalmente.

L' ottenimento di un titolo nobiliare e' solo un episodio nella lunga storia di una famiglia a volte episodio trascurabile perche' a volte il titolo nobiliare e' originato da motivi futili o peggio ignobili storia lunga secoli e che talvolta presenta episodi che maggiormente la segnano e ne cambiano il destino. La sola ricerca di antenati nobili e' quindi gia' oggi un modo maldestro di ricostruire una storia di famiglia e ancor piu' lo sara' in futuro.

Ancor oggi pero' molti fanno fatica a liberarsi da questo retaggio di una cultura storica completamente artefatta e si avvicinano alla ricostruzione della storia familiare. Io stimo i patrizi , e disprezzo i nobili. Il concetto di nobilta' e di fedelta' a un capo e' un concetto molto germanico , il concetto di patriziato al servizio dello stato e' un concetto molto romano. Il titolo nobiliare ebbe un senso storico solo nei tempi medioevali o di poco successivi quando aveva una sua ben specifica funzione basato su un rapporto vassallatico.

A quei tempi aveva un significato di controllo militare e fiscale sul territorio che implicava un sentimento di fedelta al capo , di forza ,di onore e di coraggio in senso guerriero. Venuta meno l'importanza dell'Impero Romano Germanico e creatisi gli stati nazionali il re nobile feudale tra i nobili feudali ha il problema di far accettare la sua supremazia a quelli che si considerano suoi pari. L'invenzione di far discendere il potere regio direttamente dalla volonta di dio , puntellata dalla Chiesa che cosi si puntellava , giustificava che un Re potesse nobilitare un suo simile.

Lentamente in questa gabbia dorata aspirarono ad entrare i fermenti che agitavano la societa' piegandosi a chi apriva e chiudeva gli sportelli. Alle origini dell'eta' moderna di Ernst Hinrichs un tempo professore all'universita' Oldenburg. Per quanto riguarda il sistema di corte e la tecnica di governo in Spagna l'assolutismo era stato realizzato cento anni prima che in Francia. Quando Filippo II - si stabili a Madrid nel cuore della Castiglia ,ponendo fine agli spostamenti tradizionali del re attraverso le regioni del regno , compi un passo che sarebbe stato ricalcato da ogni futuro monarca assoluto e che percio' si puo' considerare costitutivo di questa prassi di dominio.

Il suo sistema di corte era un elaborazione autonoma del cerimoniale borgognone di Carlo V e fu subito accettato dalla nobilta' castigliana. Conferendo cariche ufficiali di corte , lego' la nobilta' alla corte e la compenso' delle posizioni perdute, mentre negli uffici chiave poneva giuristi e teologi di estrazione borghese che nel mondo castigliano del XVI secolo , il mondo dei Grandi di Spagna e degli hidalgos impersonavano il dinamismo politico e sociale. Il ceto dirigente italiano del seicento-settecento-ottocento purtroppo ,e' un vaso di coccio tra vasi di ferro , non e' davvero un ceto guerriero ma bensi e' spesso un ceto dirigente fondato sull'intrallazzo , sulle elemosine,sulle prebende statali , sulle sovverchierie , che non ha quasi niente da mettere a suo merito.

Il ceto dirigente si consacra nel titolo nobiliare concesso da un sovrano che consacra la propria superiorita' proprio col concedere titoli nobiliari in una specie di nuovo feudalesimo privo in Italia di caratteristiche guerriere. Il giudizio della storia dovrebbe calare implacabilmente su quella miriade di piccoli titolati che imperversarono su un Italia prostrata. Nella povera Italia, piena di nobili , del seicento-settecento cessano quasi del tutto i commerci , cessano quasi del tutto le industrie , la cultura si ottunde , tutto cala nel letargo in Toscana con la signoria degli ultimi Medici si propaga l'analfabetismo a dismisura.

Si forma in quasi tutta Italia un ceto dirigente opportunista , bigotto , meschino , rivolto al passato e impermeabile alle idee nuove che in un paese oscurantista faceva del patrimonio immobiliare la sua unica ricchezza , e che fondava gran parte della sua ricchezza sul malessere dei contadini e sull'immobilismo sociale.

Un ceto dirigente di sudditi , un ceto dirigente senza meriti che aspira al titolo nobiliare come consacrazione del proprio innalzamento su un popolo forse vivo ma incapace di reagire non avendo guida. Un paese che aveva espresso il Rinascimento e che vedeva fiorire l'alfabetismo anche nelle classi piu' povere era nel XVI secolo pieno di analfabeti. E' tragicamente in questi anni di declino che nasce il concetto di nobilta' come di un sangue speciale ; nel periodo piu' povero culturalmente della storia italiana.

Nella casa del giusto ,anche coloro che esercitano un comando non fanno altro che prestare un servizio a coloro cui sembrano comandare ; essi di fatto non comandano per cupidigia di dominio , ma per dovere di fare del bene agli uomini , non per orgoglio di primeggiare , ma per onore di provvedere Il giudizio della storia dovrebbe calare implacabilmente su quella miriade di piccoli titolati che imperversarono su un Italia prostrata intenti a succhiare un osso senza carne.

Quindi occhio di cosa vi volete vantare , potreste trovarvi a vantare di gente che ha travasato il vuoto nel vuoto , probabilmente non per colpa loro ma per colpo di una cultura vecchia e stantia che permeava l'aria che respiravano e che tappava gli occhi e intorcigliava le lingue ma che comunque non han fatto nulla per modificare perche' in definitiva faceva loro comodo.

Finalmente nei nostri tempi modo di concepire la storia di famiglia e la ricostruzione genealogica sta quasi stravolgendosi: Quando la genealogia non era una scienza e procedeva senza regole, era molto semplice falsare i legami genealogici. Era uso di certi periodi inventare favole: In nome di questa falsa cultura che guardava al titolo nobiliare come un modo di rattificare il prestigio sociale si e' fatto ricorso a molte menzogne. Lauti compensi hanno talvolta indotto i genealogisti a "opere prave" per accontentare il committente che pagava piu' volentieri per un risultato gratificante.

Ripetete una bugia cento , mille , un milione di volte e diventera una verita. Molte delle nostre idee sul passato sono molto sbagliate, perche' il passato ci viene raccontato con troppi stereotipi. I libri di storia in uso alle scuole sono scritti non dagli storici ma da divulgatori spesso senza il quid dello storico. Uno strumento come internet permettera' in futuro di trarre delle conclusioni dalle microstorie e il passato sara' piu' vicino a noi e alla realta'.

I Carnesecchi come la maggior parte delle famiglie toscane paiono essere in perenne movimento. Moltissimi dei poveri , nonostante l'ambiente in cui vivono, partecipano agli impulsi culturali del loro tempo. I contadini si spostano verso terre nuove , in cerca probabilmente di fronteggiare i magri guadagni. Voglia di non arrendersi , voglia di partecipare al futuro che ha caratterizzato il passato come caratterizza il presente , perche' caratterizza gli uomini.

Anche per i genealogisti e' una tappa fondamentale. L'obbligo di registrare le nascite , e di individuare i legami di parentela con la massima chiarezza porta a una generalizzazione dell'uso del cognome. In Sicilia sono utilissimi i Riveli di beni e di anime che coprono un periodo che va dal al Basandosi su questo fatto, uno studio inglese ha dimostrato come alcuni uomini, non imparentati tra loro ma con lo stesso cognome, discendono tutti da un unico antenato risalente al XIV secolo.

I nipoti che portano oggi il loro cognome, insieme a esso hanno ricevuto dai padri anche il genoma del cromosoma sessuale Y. Grazie a questa scoperta infatti sarebbe possibile ricostruire i legami genealogici effettivi delle famiglie sparpagliate per il mondo che condividono un cognome particolare, anche laddove non esistono archivi parrocchiali o ci sono documentazioni incomplete. Nello specifico i cognomi inglesi furono introdotti in Bretagna dopo la conquista normanna nel X secolo d.

I nostri studi invece dimostrano che si tratta di un'esagerazione. Testando il cromosoma Y di almeno 1 maschio per ogni ramo avreste la certezza del vostro collegamento genetico o meno. Le carte a volte possono non dire il vero.. Il DNA invece non mente! Quindi anche se i rami divergono da anni e' possibile stabilire la parentela o la non parentela certa.

Giusto Quale e' il test minimo per ottenere la sicurezza della parentela e quale il costo approssimativo? A questo punto se riesco a ricostruire un albero perfettamente documentato che discende ad un tizio vissuto nel trecento su un ramo mi basterebbe l'esame del DNA per provare o escludere il legame con un ramo di una famiglia omonima ho capito bene?

Con un test a 67 marcatori hai la certezza matematica anche a distanza di anni. You can shorten this time span to the MRCA as determined by the marker test significantly by increasing the number of markers tested to 25 or Therefore, increasing the markers tested from 12 to 25 lowers the time frame to the most likely MRCA from Therefore, increasing the markers tested from 12 to 37 lowers the most likely time frame to the MRCA from Per esempio - ho tre 12 marcatori con le famiglie Berni, Hopkins, e Frank.

Un "match 12 marker" indica un antenato comune paterna diretto tra tra il Berni, Hopkins, Frank, e la mia famiglia paterna. Il cognome quasi sempre ci sono eccezioni particolari sono stati gli altri a darcelo. Nel senso che vengono individuati dagli altri o per un nome che si ripete nella genealogia o per un luogo su cui esercitano il potere feudale o per il luogo di un loro castello.

Cosi oppure l'indicazione del padre e della madre es. Grimaldi nel forum IAGI. Processi di decadenza sono attestati con qualche frequenza: Tra Sei e Settecento, ad esempio, un oste suburbano Mittarelli, arricchito, divenne noto come Marescotti in quanto oste "alla Marescotta", osteria collegata in origine ad una tenuta della famiglia patrizia.

Le proteste di questa non vennero accolte e dettero origine solo ad un compromesso: Del resto le grandi famiglie patrizie erano le prime a fare, da molto tempo, impressionanti falsi genealogici nei quali esse stesse non credevano: Questa lunga digressione solo per confermarle che credo nella microstoria, in una storia minuta e documentata, e specificamente anche in una circostanziata storia delle famiglie. Legge contro i forestieri del voluta dai Capitani di Parte Guelfa tre anni dopo la cacciata del duca d'Atene e dei Grandi dalle liste dei Magistrati.

Nelle tratte il candidato da allora venne normalmente indicato col suo nome quello del padre e quello del nonno e il cognome ove la famiglia lo avesse. L' identificazione fiorentina avveniva attraverso una serie di nomi di antenati. Quando uno degli antenati eponimo diveniva cosi noto da divenire identificativo per tutta la stirpe il suo nome diveniva cognome patronimico. A Firenze di cognomi stabili e per una percentuale ridottissima di cittadini si puo' parlare solo agli inizi del duecento.

Normalmente fanno riferimento ad un patronimico che ha origine in un antenato vissuto tra il e il Quindi i riferimenti del Villani , del Malespini , di Dante Alighieri a famiglie cognominate di primo cerchio non devono esser prese come vere. Ma possono devono essere prese in considerazione con moltissimi distinguo come il ricordo del nome dell'eponimo di alcune famiglie. Moltissimi distinguo perche' molte delle famiglie ricordate hanno un eponimo vivente solo intorno al Per alcune scarse cognomizzazioni si riesce a risalire indietro ad un eponimo vissuto intorno al Per alcuni "uomini detti Capoinsacchi" , "Nipoti di Pesce", Nei documenti conservati quelli che possiamo considerare cognomi compaiono in realta' solo poco prima del duecento.

Purtroppo anche alcuni storici moderni continuano a utilizzare i cognomi per individui che ancora non avevano il cognome che avranno solo i loro discendenti. Oramai e' certo che molte cognomizzazioni sono nate almeno centocinquantanni piu' tardi dalla data riferita dal Malespini e dal Villani cioe intorno al Infatti i primi cognomi a Firenze cominciano a stabilizzarsi intorno appunto al quasi sempre facendo riferimento al nome di un antenato eponimo.

Questi fu giusto uomo, e fece molte leggi, e tenne lo 'mperio in pace lungo tempo. Erano ancora nel detto quartiere Arrigucci, e' Sizii, e' figliuoli della Tosa. Eravi quelli della Pressa che stavano tra' Chiavaiuoli, gentili uomini. E dietro a San Piero Scheraggio, ove sono oggi le case de' figliuoli Petri, furono quegli della Pera, overo Peruzza , e per loro nome la postierla che ivi era si chiamava porta Peruzza: Imprima la schiatta ,overo famiglia degli Uberti ne dissi adietro che sono nobili di progenia , e di nobilta' , e puosonsi fra santo Piero Scheraggio , e la chiesa di santo Romolo, e tra detti Uberti , e san Piero Scheraggio erono gli Ormanni detti Foraboschi , e tra il detto san Piero , e santa Cecilia si puosono i Malespini miei consorti , e allandare in verso santo Michele in orto alla mano mancha si puosono i Giugialferri , e i Tebalducci , tutte e tre queste ischiatte furono istratti d'uno lignaggio di ceppo: Pancratio si puosono i Manfredi Vecchietti , e Migliorelli e gl' Ughi stavono dietro a costoro , dove oggi e' ancora santa Maria Ughi , e p loro fu chiamata cosi , po che la feciono fare abanticho.

I Benvenuti furono allato a Vecchietti. I Tornaquinci stavono in capo della via giubasso. Dei Cipriani abbian detto. Poi ad andare da s. Furono antichi ancora i Canigiani , e pero innanzi vi vennono i Brunelleschi , e ancora i Corbizzi vennono da Fiesole , e da santa Maria maggiore erono que Del beccato. Toschi , e Galluzzi si puosono in Merchato vecchio. Palermini e Barucci dicemo adietro. Quegli della Bella si puosono in santo Martino , e al Fraschato , e vennono poi que della Tosa consorti di linea maschulina dei Bisdomini , i quali furono padroni , e difenditori del Vescovado di Fiorenza , e per la via che viene da san Tommaso al Vescovado si posono gl' Ubaldini che acquistarono per lo cardinale Attaviano tenute e chastella assai che le compero il detto Cardinale.

Allato alloro erano Agolanti: Liberata , e santo Benedetto presso a porta s Piero , e presso a loro i Tedaldini , Donati , Ravignani , e da santa Margherita , e ivi allato si puosono Buonizi , e a presso a santo Martino i Razzanti venuti da Fiesole , e presso alloro gli Alberighi anche parte arota de Corbizi si puose nel detto porta san Piero, poi a ritornare verso Merchato vecchio si puosono gli Adimari , piu oltre erono i Lisei , poi al volgere verso Chalimara i Caponsacchi antichi Fiesolani , e presso a santo Andrea i Catellini detti da Castiglione di figliuoli Tieri.

Questi figliuoli Tieri discesono de Catellini d'uno bastardo. Poi verso santa Maria sopra porta , e presso a santo Andrea i Lamberti , e da casa loro si chiamava il Dado de Lamberti. E dove oggi si chiama Chiasso di ferro dietro a Lisei si puosono i Tebaldi detti quelli della Vitella , e que da Filicaia furono loro consorti di linea maschulina , in Merchato nuovo si puosono i Giandonati , e Boschi , e que Della Zanella e gli Uccellini , e que Dell'Archa , e Pesci: Poi nella via di Porta santa Maria erono i Girolami consorti di linea maschulina del beato messer san Zanobi , il quale fu vescovo della nostra citta' di Fiorenza Piu' oltre verso santo Stefano si puosono gli Amidei , e Gherardini , e e vennono di Valdisieve , o vero di Montefavoso: Gli Ardinghi Obriachi stavono presso gli Amidei.

Gli Amieri abantico stavono da santa Maria maggiore , poi per innanzi vennano in merchato vecchio , e le case dove oggi sono furono de Nerli antichi gentili huomini. I Guicci stavono presso alla Badia di Fiorenza. Vennono di Valdisieve quelli del Forese , e Mazinghi da Campi , e Monaldi stavono tra porta rossa , ella piaza a santa Trinita , e presso a santa Maria Ughi agiugneano le loro case. E questi mazzinghi havean tributo da Pistolesi dua brachetti , e uno sparviere ogni anno per la festa di messer san Iacopo.

Gli Erri consorti de Pigli nel detto si puosono in Porta rossa per certe vie strette , e piu e Pigli loro consorti di ceppo. I Pazzi di Fiorenza si puosono presso i Ravignani presso in porta san Piero , e dirimpetto da Ravignani , e p innanzi vennono da Fiesole merchatanti. Gli Agli si puosono presso agli Arrigucci. E tutte queste sopradette sei famiglie , o vero casati , i quali si puosono in questi sopra nominati luoghi furono antichissimi gentili huomini nella nostra citta di Fiorenza.

Ora io mi penso che questi elenchi di nomi derivino da uno solo che e' divenuto uno stereotipo per chiunque scrivesse dei tempi antichi. Le istituzioni araldiche traggono origine , come sappiamo bene , nel mondo feudale. Viel , Les origines symboliques du blason , Parigi , ; G. Brault , Early Blason Oxford ;H. Da Istituzioni araldiche e paraldiche nella vita toscana del duecento. E' difficile parlare della ricerca genealogica sulle famiglie fiorentine: La ricerca genealogica comincia ad interessare a qualche fiorentino gia' dalla meta' del Trecento.

Nei libri di ricordi si fa spesso accenno a genealogie , ricostruite a memoria e piu' o meno sicure. Il Verino gia' nel quattrocento mettera' in versi la sua interpretazione dell'origine di molte famiglie. Poiche' non esistevano a Firenze titoli nobiliari in questa concezione aristocratica l'elemento di distinzione si lega alle cariche ricoperte durante il periodo repubblicano , e alla appartenenza al ceto dirigente repubblicano. Fioriscono i prioristi cioe' gli studiosi della cronistoria degli uomini che hanno occupato le massime cariche dello stato repubblicano. Vincenzo Borghini , il Monaldi , Scipione Ammirato il vecchio , il Gamurrini iniziano ad esplorare il passato e taluni il Gamurrini in modo particolare , iniziano per ambizione di far vedere di saperne piu' degli altri o per soldi quelle creazioni fantastiche che da sempre caratterizzano gli studi genealogici in cui si tende a dare illustrissime origini al proprio casato.

In queste note irrinunciabili del prof Sergio Tognetti dal sito di Deputazione di storia patria , si parla' anche di mobilita' sociale e di nobilta' che fanno capire molte cose sulla differenza tra la nobilta' italiana e quella europea. Ai nomi del Davidson , del Villari , del Santini , della De Rosa che hanno aperto la pista allo studio dei primordi fiorentini va aggiunta l'opera di Enrico Faini.

Infatti importantissimi direi irrinunciabili per un'amante della storia sono gli attuali studi del dottor Enrico Faini. Alcune conclusioni del dr Faini mi hanno colpito profondamente ed hanno cambiato totalmente le mie prospettive di lettura della storia fiorentina. Quella che segue non e' una storia scritta in modo classico , so ancora troppo poco per stendere una storia scorrevole , e' invece una raccolta di notizie , di pagine di libro , di atti coevi , di osservazioni disposte in ordine cronologico e talvolta apparentemente slegate.

Occorre quindi nel leggere uno sforzo di decifrazione , che aiuti a supplire a quello che per ora manca. Questa raccolta di dati vuole anche essere uno stimolo per qualche storico "vero" che trovandosi una trama gia' impostata ed incuriosito da vicende di un certo peso politico e da vicende produttive , commerciali , finanziarie di sicuro rilievo che coprono l'arco di quattro secoli decida di utilizzarli come base per una ricerca piu' approfondita. Secondo il sito http: Nel sei-sette-ottocento erano solo in 4 regioni: Toscana , Lazio , Campania , Puglia.

Con prevalenza numerica in Toscana e Lazio. Ritengo probabile pero' che abbiano tutti un origine toscana anche se ho trovato anche nel Lazio l'uso del soprannome Carnesecca. Oggi nel Lazio troviamo i Carnesecchi concentrati intorno a Roma ed a Ceprano questi probabilmente provenienti da Frosinone. Come e quando siano finiti nel Lazio non sono in grado di dirlo mancando di un indagine genealogica. E' possibile che i Carnesecchi campani siano per la maggioranza una derivazione di quelli laziali.

La contessa si chiama in realta' Cecilia Luranni Cernuschi e non ha a che fare niente coi Carnesecchi. Annibale Bentivoglio nelle aspre lotte con i Carnesecchi rimase ucciso. La fortuna dei Bentivoglio rinfocolo' l'inimicizia dei Canetoli e durante una festa il 24 giugno organizzata per rinsaldare la pace tra le due casate , Annibale venne ucciso. Talvolta invece si assiste al divenire dell'uno nell'altro: Credo che la migrazione verso il grossetano abbia visto i momenti piu' drammatici di questa storia: Dagli inizi del del XX secolo la migrazione si fa piu' intensa e vede molti Carnesecchi muoversi principalmente verso il Nord Italia.

Quindi possiamo vedere nel soprannome "Carnesecca" un ovvio nomignolo ad indicare una persona molto magra , quasi secca. Il termine "carnesecca" e' un termine usato in molte regioni italiane per intendere la carne seccata. In Toscana la "carnesecca" indica invece quella parte del maiale piu' comunemente chiamata pancetta. Ritengo possa ridursi alla sola area toscana l'uso di dare il soprannome di Carnesecca al pizzicagnolo o al prosciuttaro cioe' a chi vende la carnesecca o a chi produce o commercia la carnesecca.

Ho trovato il cognome Carnesecca principalmente in Lunigiana e anticamente a Mantova dove era gia' presente fin dall'inizio del trecento. In Toscana e' pero' piu' diffuso il cognome Carnesecchi. Possiamo ritenere che questi cognomi nascano da il soprannome " Il Carnesecca " dato ad una persona o particolarmente magra oppure che aveva a che fare con la carne suina. In Toscana , come detto , la carnesecca e' la pancetta di maiale. I figli del Carnesecca sono " i figli del Carnesecca " alla latina i Carnesecchi o talvolta semplicemente i Carnesecca.

A Firenze troviamo uno dei protagonisti della nostra storia: Il beccaio Piero Carnesecca. Ovviamente Carnesecca e' un soprannome legato probabilmente al mestiere. Piero ,Priore nel , e' figlio di Durante di Ricovero , tavernaio e Priore nel , con interessi mercantili vasti.


  • ?
  • Une luciole sur un mur (French Edition).
  • See a Problem?.

I discendenti dei fratelli di Piero prima sono identificati come Duranti discendenti da Durante poi saranno identificati col nuovo cognome Carnesecchi che diventera' stabile. Cercando tra le mie schede trovo la denuncia dei redditi di un Agnolo di Antonio di Lorenzo Carnesecchi allibrato per i beni in Siena, residente nella compagnia di Pantaneto Archivio di Stato di Siena, Lira dell'anno ,. Lorenzo d'Angniolo di Charnesecca e Furtunato di Atognio di Salucio abitanti a Chiusure nostri nuovi mezzaiuoli nel podere di Casale hebeno lavorare detto podere a uso di buoni e leali lavoratori e devano dare la meta' di tutto quello che ricorano e' detto podere , dia solo la meta' del seme; e piu' debbono dare paia due di pollastre grosse e due paia di caponi l'ano; e piu' debano dare l'ano uova dugientto che comincio' l'ano a di primo di novembre ano detto; e piu' debbano dareogni anno uno ciero di lira per la festa di Satta Marta; e piu' debo prestare a sopradetti moggio tre di grano e loro me lo debbano rendare la prima ricolta che si ricoglie en detto podere.

Frate Anengo da Lecco abate generale del monastero di Monte Oliveto concede a mezzadria sei poderi della badia di Roffeno a quattro gruppi di mezzadri Severo , Giovanni e Nardo i poderi di Rivoli di sopra e di sotto ; Santi, Carnesecca , Luca , Botto e Niccolo' , tutti fratelli con i loro figli,i poderi del Colle e Castelranieri; Giacomo di Bernardino d'Anselmo il podere del Fossatone ; Mariano di Batazzo il podere di Scanello.

Scripta facta de voluntade lo venerabile padre abate frate Anengo da Lecco abbate generale de Monte Oliveto cun tutti li lavoratore de la Badia de Roffena al presente tutti lavoratori: Jacopo e Cristofano in Val-d'Ombrone nella Com. E' ignota la sua origine, per quanto esistesse nel secolo XI,. Corrado il Salico, che dichiara questo monastero fondato e. Galgano, e di S. Simone di Sartianello sotto il pievanato di S. E' possibile che i Carnesecchi che compaiono a Montesansavino intorno a meta discendano da questo nucleo senese.

A Prato compaiono agli inizi del quattrocento compaiono due famiglie Carnesecchi di cui non conosco l'origine. Prima a Prato un anziano indicato come Ricovero tabernarius omonimo del padre di Durante compare tra gli anziani del comune fino ai primi anni del Questo mi fa prendere in vaga considerazione che Ricovero possa essersi trasferito a Prato ed aver avuto altra discendenza. Ildebrandino vocato Carnesecca sembra essere senese compare pero' nell'atto in cui un Piccolomini compra una quantita' rilevante di panni che avrebbero potuto provenire da Firenze.

Atto stipulato nel a Siena , quindi dopo la sconfitta fiorentina di Montaperti e l'instaurazione del governo ghibellino a Firenze. Puo' essere presa in considerazione a titolo di pura ipotesi la remotissima possibilita' di una diaspora per motivi politici di Ricovero e di Ildibrandino. E viene il dubbio della presenza a Cortona di una famiglia cognominata Carnesecca legata dai due atti. Questo servirebbe anche a chiarire se Galizia la moglie di Luca Signorelli apparteneva effettivamente ai Carnesecchi di Firenze e non ai Carnesecca di Cortona.

Nel Catasto del non figura nessuna portata intestata a Carnesecchi o Carnesecca a Cortona; cio' indurebbe a pensare che i discendenti di Gerardo de Carnesecca non avrebbero preso il cognome Carnesecca o Carnesecchi. Eleonora Carnesecca o Malacarne signora di Copertino dal Forum di cultura salentina. Una famiglia Carnesecca di Napoli segnalazione del dr Pasquale Cavallo. Ad ora anteriormente ai Carnesecchi fiorentini cosi cognominati anno circa non ho trovato prova di alcun altro ceppo cosi cognominato con continuita'.

Non credo ma e' solo una suggestione che genealogicamente abbiano a che fare con i Carnesecchi toscani. Potrebbero aver a che fare ma anche questa e' una suggestione con questi Carnesecca presenti a Mantova gia' dai primi anni del trecento oggi non esiste a Mantova alcuna famiglia con questo cognome. Copialettere e corrispondenza gonzaghesca da Mantova e paesi 28 novembre dicembre Le segnalo inoltre i fratelli Albertino e Crescimbeno, figli di Bonaventurino a Carnesicha, elencati tra gli orefici.

Campagnano, orefice , mantovano, Campanario Cristoforo, gioielliere, Campi Bartolomeo, orefice , pesarese, , Carlo, argentiere , Carnesecchi fratelli , orefici , E' molto probabile che a Mantova il cognome si sia stabilizzato in Carnesecca e non in Carnesecchi. Quando un Carnesecchi si sposta fuori dai confini toscani e' soggetto a vedersi cambiare il cognome.

Direi che quasi sicuramente e' a Firenze che compare per la prima volta il cognome Carnesecchi Carnesecchi non Carnesecca. Nel caso della cognomizzazione dei Carnesecchi fiorentini la cognomizzazione ha anche probabilmente una ancora per me non del tutto chiaro risvolto politico. Infatti i figli ed i nipoti di Pero Duranti Richoveri detto Carnesecca non sembra siano stati identificati come Carnesecchi.

Per tutto il periodo — i Duranti scompaiono , per qualche motivo che non conosco dalla scena politica fiorentina. Nel troviamo invece ricordati nelle Delizie di padre Ildefonso i tre fratelli Zanobi , Cristofano , Paolo , discendondenti da Berto di Grazzino di Durante e quindi di un ramo collaterale a Pero di Durante il Carnesecca.

Nel libro XVI vengono nominati come: Penso sia Zanobi a legarsi per primo al soprannome di Pero e probabilmente questo per motivi politici: Infatti nelle prime due decadi del quattrocento tutti i discendenti dei Duranti paiono individuabili come Carnesecchi. Anche lo stemma familiare subisce una modifica invero molto piccola , passando da Duranti a Carnesecchi, nel numero delle bande che da quattro divengono tre. Cosi alla fine del trecento a Prato troviamo due nuove famiglie che nel quattrocento inoltrato si cognominerano Carnesecchi:.

Mentre Antonio non ebbe prole, i figli di Agnolo: Giuliano, Michele e Iacopo, si ritrovano al catasto del Hanno figli e convivono con lo zio Antonio, capofamiglia cap. I loro discendenti appaiono nelle decime del cap. IV, 2 e del cap. IV, 4 con il cognome del Carne per distinguerli dai Carnesecchi v. I Carnesecchi di Prato: E' possibile che Pasquino sia chiamato anche lui Carnesecca visto il mestiere. Allo stato attuale della mia ricerca non posso escludere che i Del Carnesecca e i Carnesecchi di Prato avessero uno stipite in comune.

La strana vicenda dei Carnesecchi della citta' di Prato su notizie raccolte da Roberto Segnini ed informazioni del dr Vieri Mazzoni. Fiumi pare escluderlo il Casotti ipotizza una discendenza in comune non penso pero' che ne' l'uno o ne' l'altro abbiano svolto indagini sufficienti per cui la loro e' solo un impressione. Ch'io sappia possibili legami tra i Carnesecchi fiorentini e quelli pratesi non sono mai stati presi in considerazione.

Un briciolo d'attenzione meriterebbe pero' quel Ricovero tabernarius presente tra gli anziani del comune di Prato in rappresentanza di Porta Gualdimare. Questo Ricovero ha in comune coi Carnesecchi fiorentini il mestiere il fiorentino Durante di Ricovero era tabernarius e il nome del padre di Durante e coi futuri Carnesecchi di Prato la localizzazione nell'area di Porta Gualdimare. Non posso dimenticare come i Carnesecchi di Prato ostentino lo stesso stemma dei Carnesecchi fiorentini e l'accanimento con cui difendono il cognome e lo stemma come quasi a rivendicare una stessa origine.

A giocare contro possibili legami la tarda cognomizzazione dei Carnesecchi pratesi che sembrano prendere questo cognome solo nel tardo quattrocento, cioe' quasi un secolo dopo i Carnesecchi di Firenze. Anche a Badi un nucleo di individui prende il nome di Carnesecchi negli anni di fine quattrocento. Qui la cosa potrebbe nascondere un legame per via femminile. Per la famiglia Carnesecchi di Badi succede qualcosa di strano , alcuni di loro col tempo mutano il cognome da Carnesecchi a Carnesecca ,questo addirittura negli anni Non e' escluso quindi che possa questo esser successo per altri cioe' che talune famiglie che oggi si chiamano Carnesecchi potessero un tempo chiamarsi Carnesecca e viceversa.

Nel corso del cinquecento qui e la' per la Toscana spuntano dalla nebbia del tempo famiglie con questo cognome: Queste famiglie in taluni casi hanno un legame coi fiorentini in altri il legame forse non esiste. Non potendo , al momento , ancora distinguere per molti individui il loro ceppo d'origine e prendendo questa storia in considerazione tutte le persone che hanno portato questo cognome questa si puo' al momento considerare non la storia di questi o quei Carnesecchi ma bensi la storia del cognome Carnesecchi; lasciando al tempo il compito di chiarire i legami o i non legami tra i vari personaggi.

Questi fatti si svolgono prevalentemente in Toscana ed in particolare a Firenze. Entrero' quindi spesso nei dettagli della storia fiorentina. Spesso avremo modo di constatare come vedendo le cose da un angolo visivo diverso ,cioe' quello delle vicende che coinvolgono le famiglie fiorentine , anche la macrostoria sembri assumere contorni diversi. Uno strumento con cui un certo individuo viene identificato nel gruppo , un mezzo con cui biunivocamente gli altri identificano e l'individuo si sente identificato. Quanto piu' complesse sono le relazioni sociali quanto piu' e' necessaria un identificazione molto precisa che eviti per quanto possibile omonimie e scambi di persona.

Quanto piu' e' vasto il gruppo quanto piu' il sistema di identificazione deve essere sofisticato per evitare appunto il rischio di omonimie. Il sistema di identificazione toscano prevedeva l'uso di un nome insieme col nome del padre patronimico talvolta veniva aggiunto il nome del nonno e se ancora non bastava si aggiungeva il luogo di provenienza se la persona veniva da fuori oppure il mestiere che faceva , od anche un soprannome vocatus , vulgo. In area fiorentina i primi cognomi appaiono per lo piu' solo intorno al non considero ovviamente le dinastie feudali sono prevalentemente derivati dal nome del padre patronimici ………………dalla localita'di provenienza , ……………..

Normalmente ad iniziare un cognome e' un uomo che nel bene o nel male si distingue per cui e' facile dire i figli di tizio , i nipoti di tizio. Ed e' evidente che non siamo noi a darci un cognome ma sono gli altri a darcelo , noi assecondiamo. Talvolta , prima del concilio di Trento , cambiando di luogo o col tempo si passava da un cognome ad un altro e rami di una stessa famiglia finivano per differenziarsi.

Il notaio attesta l'acquisto di proprieta' a individui che devono essere ben identificati per poter in futuro vantare i diritti derivanti dall'atto. Il successivo sviluppo demografico e il concetrarsi della ricchezza nelle mani della classe mercantile e produttiva emergente rende necessario il cognome per sempre piu persone permettendo loro di identificarsi anche come proprietari.

A rendere piu' facile l'identificazione era l'utilizzo oltre che del nome e del cognome ,anche del nome del padre , e del nome del nonno. Anche perche' l'utilizzo quasi monotono di un gruppo assai ristretto di nomi rendeva all'interno della stessa famiglia le omonimie frequentissime. Se vogliamo sapere qualcosa dei nostri piu' immediati antenati ci basta passare all'ufficio anagrafe e risalire con un po di fatica fino alla meta' del In Toscana troviamo per di piu' un censimento del e i censimenti napoleonici che possono portarci anche agli inizi del A partire dal concilio di Trento venne posto l'obbligo ai parroci di tenere tutta una serie di documenti per una maggior conoscenza dei parrocchiani.

Tra questi i libri dei battesimi , i libri delle morti , gli stati delle anime. In Toscana i dettami furono recepiti da luogo a luogo in tempi diversi cosi si trovano i libri in un arco di tempo che va dal al L'incuria dell'uomo non sempre ha permesso la conservazione di questa immensa raccolta di dati e talvolta si deve mettere in conto che qualche registro sia andato perduto. I libri avrebbero dovuto esser conservati in copia anche negli archivi diocesani oltre che nella parrocchia. In molti luoghi della toscana i registri di battesimo iniziano addirittura ben prima del ad esempio nel caso di Firenze i battesimi sono registrati a partire dal Esistono poi tutta una serie di documenti: E' evidente come il periodo antecedente al e' quello piu' critico: A parte certe situazioni estreme sembrerebbe che una ricerca genealogica sia la cosa piu' facile del mondo visto la mole di documenti a disposizione e cio' di cui sembra si abbia bisogno sia solo una dose massiccia di pazienza.

I nostri antenati si spostavano frequentemente da un luogo all'altro e non sempre e' facile seguire i loro spostamenti cosi spesso i figli non sono battezzati nello stesso luogo del padre. A volte la ricerca si ferma per tempi lunghissimi per poi riprendere spedita.

Man mano che si scende nel passato le difficolta' nel trovare legami genealogici si fanno sempre piu' grandi. I progenitori di questi Carnesecchi prima si distinguevano col patronimico "Duranti" cioe' erano "i figli di Durante". Nella storia delle famiglie vi e' un periodo in cui il cognome manca e un momento in cui si ci cognomizza. Nel fiorentino il cognome derivava spesso dal nome di un padre o di un nonno particolarmente conosciuti dai vicini: Lo spostamento da un luogo ad un altro luogo portava spesso a ricominciare ex novo questo processo di identificazione.

A Firenze cognomi stabili cominciano a comparire intorno al , cognomi che fanno riferimento a eponimi vissuti intorno al con rarissime eccezioni al Quindi prima di un cognome stabile una famiglia passa un lunghissimo processo d'identificazioni diverse e successive che cadono una dopo l'altra. Per molte famiglie questo processo durera' dalla caduta dell'impero romano fino all'applicazione del concilio di Trento; applicazione che varia da luogo a luogo , dal a quasi la fine del settecento.

E' evidente come individui appartenenti ad uno stesso gruppo parentale spesso emergano da questo lungo processo disgregati in cognomi diversi e senza piu' coscienza di una loro origine in comune. Anche i Carnesecchi fiorentini attraversarono questa lunga fase prima di giungere alla stabilizzazione del cognome che avverra' in una data tra il e il Il modo di questa identificazione come vedremo sara' abbastanza singolare e ancor oggi non completamente chiaro.

I Carnesecchi erano pero' gia' emersi dal vuoto documentario negli anni di fine duecento quando ancora non erano identificati con questo cognome. Alla fine del cinquecento ,quando i Medici cercheranno di trasformare le famiglie patrizie in una nobilta' di corte e si comincera' a frugare nel passato.

Fino agli inizi del seicento il primo dei Carnesecchi fiorentini individuabile con certezza era Piero di Durante priore di Firenze nel il beccaio Pero Carnesecca e di conseguenza i suoi fratelli Matteo e Grazino e i loro discendenti. Nel Scipione Ammirato il giovane Cristoforo Del Bianco nelle sue aggiunte alle "Storie fiorentine" di suo zio Scipione Ammirato scriveva che Durante era da identificarsi in Durante di Buonfantino , piu' volte Priore e Gonfaloniere nel Alle mie stesse conclusioni sbagliate discendenza dagli Adimari era gia' giunto presumo sugli stessi elementi lo storico Giovanni Mini.

Sortiti i partiti Bianco e Nero , gli Adimari si divisero ,schierandosi alcuni tra i Bianchi , e altri tra i Neri - Carlo di Valois caccio' di firenze i primi e non vi rientrarono che nel Benche' agli Adimari fosse tolta ogni speranza di accedere alle magistrature , pure furono dichiarati Magnati , e si conciliarono il pubblico favore quando Antonio fecesi capo della congiura per la quale venne espulso il Duca d'Atene di ben triste memoria. Lo stemma dei Carnesecchi di Firenze ha moltissima moltissima importanza nella ricostruzione della loro storia come vedremo:.

Permettera' di tracciare un breve albero genealogico capace di chiarire le origini di questa famiglia. Apre il dubbio all'esistenza di legami con la gente di Prato che in anni successivi prendera' questo cognome. Fissa uno stacco cronologico differenziandosi da quello della famiglia quando si chiamava Duranti permettendo una datazione. Una lapide sepolcrale in Santa Maria Novella a Firenze , come detto , fu l'elemento fondamentale per indirizzare la ricerca delle origini sulla giusta strada. E' la lapide della sepoltura del beccaio Pero Carnesecca.

Stemma dei Duranti--notiamo le 4 bande rispetto alle 3 dei successivi Carnesecchi. Le nebbie del passato ci hanno lasciato come primo stemma riferibile ai Carnesecchi quello sulla sepoltura di Luca di ser Filippo in Santa Maria Maggiore databile al Il confronto ci rende chiaro come i due stemmi possano esser considerati uguali anche se quello dei Duranti ha una banda in piu'. Della lapide di Santa Maria Novella ne accennava ai primi del seicento il Monaldi ma molto probabilmente ne aveva gia' parlato Vincenzo Borghini poi ne parlano sicuramente sia il Sermantelli sia il Rosselli.

Sulle scorte di questa stessa lapide per primo tra i Prioristi il Segaloni inizia intorno al la serie dei Priori dei Carnesecchi fiorentini con il Priorato del di Durante di Ricovero anziche' con quello del di Pero di Durante. Poiche' la lapide porta alla fiorentina anche il nome del nonno di Piero: Ricovero Pero di Durante di Ricovero. Durante , antenato dei Carnesecchi , e' un personaggio molto interessante , e' un taverniere del popolo di Santa Maria Maggiore,Priore nel , fondatore di una sua compagnia commerciale , capitano di Or San Michele ,ancora vivo nel Non ho trovato per ora nessuna altra traccia nei documenti cartacei che dimostri il legame di Durante di Ricovero coi futuri Carnesecchi , e' solo la pietra per ora a parlare ed anche in maniera molto significativa.

Nel caso di una famiglia si comincia a notarla quando la gente in qualche modo comincia a parlare di lei e quindi la famiglia comincia a lasciar tracce significative nei documenti. Dopo si tenta l'analisi anche del periodo antecedente e con un po di fortuna si trova qualcosa che era sfuggito perche' poco rilevante. E quindi l'anno in cui il ramo di Durante Ricoveri tavernaio entra a far parte del ceto dirigente del comune di Firenze. L'elezione al priorato sanziona una specie di emersione dall'anonimato di una parte di questa stirpe.

Come accadeva a Firenze il successo politico raramente era disgiunto dal successo negli affari: Nel corso di questo periodo di tempo emergeranno da questa famiglia personaggi che possiamo definire senza dubbio "storici". Cio' che riguarda questa famiglia prima del e' una zona nebbiosa che faccio fatica a decifrare ma che potrebbe aprire a una nuova storia nel territorio di Cascia e Ostina nel Valdarno superiore zona dei Conti Guidi dei Pazzi della Valdarno , dei Castellani , dei Duranti di Nese, degli Altoviti ,dei Bardi , dei Foraboschi I Carnesecchi saranno dal Quattrocento fino alla fine del Settecento una delle famiglie piu' importanti di una citta' cosi ricca di storia come Firenze eppure di loro non si e' quasi parlato.

Sono molto antichi , e si dissero gia' dei Duranti. Per loro chiamasi il Canto de' Carnesecchi dal Centauro , ove era la casa di Francesco Maria , il quale non e' molto ch'e' passato all'altra vita senza successione. E' possibile che la cattiva fama che la chiesa cattolica ha sparso sul nome di Pietro Carnesecchi ,infame per i cattolici ma martire per i protestanti ,abbia macchiato il nome dei Carnesecchi contribuendo alla dimenticanza in cui giace.

Piu' probabilmente l'obblio e' dovuto al fatto che gia' nel settecento le linee aristocratiche erano estinte , e le linee povere erano impegnate da altri pensieri che la fama della famiglia o dar dei soldi ad un genealogista per ricostruire le parentele. Presero poi il nome di Carnesecchi nome certamente mutuato attraverso il beccaio Pero Carnesecca intorno al quando i tre fratelli Zanobi, Cristofano , Paolo figli di Berto di Grazino , pur non essendo quindi discendenti diretti di Pero iniziarono ad essere identificati con questo cognome che poi si estendera' a tutti i pochi altri membri della famiglia Duranti.

Da notare la presunta parentela coi Duranti di Santa Croce asserita dagli eruditi ma che io non ho trovato come dimostrare sebbene la vicinanza dei possessi nel Reggello parrebbe confermare ab antiquo. Questo cognome Carnesecchi in un certo qual modo bizzarro e' divenuto coi Carnesecchi fiorentini un cognome importante ; importante nella Firenze rinascimentale perche' socialmente assai importante era la famiglia fiorentina ; importante anche a livello nazionale perche' alcuni suoi appartenenti possono essere considerati personaggi storici di un certo spessore.

Nei primi decenni del trecento a Firenze il beccaio Pero Durantis Richoveri ,conosciuto come Pero Carnesecca , probabilmente legato a Parte Guelfa fonda le fortune politiche della famiglia. Solo intorno al ,Zanobi di Berto di Grazino , discendente indirettamente da Pero , cessera' di essere identificato come Duranti per essere identificato come Carnesecchi. Cognome che diverra' comune a tutto il ceppo sopravvisuto alle epidemie del trecento. L'identificazione di Durante e' certa, cerchiamo , per un momento , di andare un poco a ritroso e di fare luce sulla figura di Ricovero Recupero padre di Durante.

Un lodo del in cui compare nel popolo di Santa Maria Maggiore un taverniere di nome Ricovero. Il nome Ricovero e' in quel periodo un nome molto comune ma il popolo e la taverna inducono ad un forte sospetto di trovarci di fronte al nostro uomo. Se cosi fosse i futuri Carnesecchi erano presenti a Firenze nel popolo di Santa Maria maggiore gia' dalle prime decadi del XIII secolo ed esercitavano il mestiere di tavernai. Quasi tutti i genealogisti sono d'accordo nel ritenere che il luogo d'origine dei Carnesecchi fosse Cascia nel Valdarno superiore dove nel catasto del troviamo la maggior parte dei loro beni fondiari.

Gia' nel il Verino ,narrando in rima delle famiglie notabili fiorentine , ipotizzava della provenienza dei Duranti da Cascia di Reggello. E successivamente i genealogisti parlavano di un legame coi Duranti di Santa Croce anche loro provenienti da Cascia. Ipotizzando la presenza di Ricovero nel a Firenze ,e' da vedersi un andirivieni tra Firenze e Cascia di questi primi Carnesecchi che forse utilizzano Cascia come luogo di approvvigionamento per l'attivita' cittadina senza escludere che anche qui non abbiano una qualche attivita' di ristoro.

Infatti dall'atto del alla morte del beccaio Pero Carnesecca passa qualcosa di piu' di cento anni. Sono un centinaio di anni a Firenze segnati dall'oscurita' di un'attivita' minore da cui esce improvvisamente Durante che nel e' eletto Priore. La compagnia di Durante di Ricovero da lui fondata e di cui non conosco quasi niente lascia intravvedere un mondo da scoprire.

Ma la fortuna commerciale a Firenze deve essere consolidata con l'accettazione nel ceto dirigente. A questo , come ora vedremo , pensera' il beccaio Pero Carnesecca che solidale a Parte Guelfa inserira' definitivamente la famiglia tra quelle che contano. E puo' aprire uno spiraglio di luce sulla possibile imprenditorialita' di questa famiglia che emigrata Firenze come in una America del secolo XIII mette in piedi un'attivita' sufficientemente lucrosa anche se socialmente non rilevante ispirando altri parenti a fare la medesima cosa.

Di questo segno un documento che ritengo falso o comunque fortemente inquinato inserisce i Carnesecchi in compagnia di molte altre famiglie fiorentine tra le famiglie consolari. Da nessuna parte ho trovato alcun motivo , neanche vago , di conferma alla cosa anzi tutto sembra provare la falsita' della cosa.

Da un libro di memorie di Giovanni Frescobaldi probabilmente falso o comunque alterato dr Piccardi. Per rispondere solitamente gli studiosi fanno riferimento alla localizzazione dei loro futuri possessi terrieri. Infatti e' stato piu' volte notato come vi fosse la tendenza nelle famiglie di recente urbanamento in Firenze e di recente arricchimento a comperare terreni nei luoghi d'origine nel contado. Nella sua portata presentata al catasto del Luca di Luca Carnesecchi denuncia una proprieta' nel Castelvecchio di Cascia , un luogo abbandonato da molto tempo.

Questo fatto fa fare alcune considerazioni alla dottoressa Valentina Cimarri e alla signora Maria Luisa Fantoni. Effettivamente ha ragione Maria Luisa Fantoni: Articolo della dottoressa Valentina Cimarri Calussi: Famiglie fiorentine e loro possessi a Cascia nel Due sono ubicati sul torrente Resco e caratterizzati dalla presenza di una casa da lavoratore e pezzi di castagneto; il terzo, sebbene non sia specificato, potrebbe essere quello di San Giovenale valutato fiorini. I Castellani e la loro origine a Cascia Reggello. E' interessante notare che cosi come esiste una famiglia Carnesecchi a Prato di origini non precisate , esiste a Prato anche una famiglia Castellani di altrettante origini non precisate.

Poco si conosce di questa famiglia magnatizia e ghibellina , forse originaria della Villa di Iolio. Fede del fu Iacopo , che nel e' fra i capifamiglia prestanziati di fiorini 10, fu bandito nel All'estimo del spettano ai Castellani le seguenti poste: I figli di messer Arrigo furono Meo e Ghetto BRP c 95t ma di essi e degli altri Castellani che ebbero case e torri a porta Capo di Ponte nell'ambito della seconda cerchia , perdiamo ogni traccia.

Vorrei attirare l'attenzione sulla contiguita' e la vastita' della dislocazione dei possessi quattrocenteschi dei Carnesecchi, dei Castellani, dei Duranti di Nese nel piano di Cascia. Oggi non ho documentazione sufficiente per capire quando e come queste famiglie ne siano entrate in possesso. Matteo di Durante i suoi figli cioe' ser Filippo notaio e messer Niccolo giudice conservano stretti legami col territorio valdarnese. In modo particolare ser Filippo e' delegato a rappresentare in piu' occasioni il popolo di Cascia nei confronti del Coomune di Firenze.

Una lapide non piu' esistente era presente nell'ingresso della Pieve di San Piero e ricordava la sepoltura di Grazino e di Matteo Durantis. Sopra la lapide lo stemma dei Duranti. Michele di Braccino di Pero intorno al prevede nel suo testamento lasciti per quattro chiese: E' da rammentare che mentre Pero il beccaio Carnesecca come abbiamo visto istituisce la propria sepoltura in Santa Maria Novella a Firenze Matteo e Grazino istituiscono la propria in San Piero a Cascia.

Lo stemma della Pieve di Cascia penso non piu' esistente o in qualche magazzino proviene da un disegno in possesso dello "Kunsthistorisches Institut ". Mi viene talvolta il dubbio che fossero gia' ricchi prima di partire dal Valdarno oppure che l'acquisizione di terre sia legata all'attivita' usuraria del tavernaio Durante di cui si accenna nel testamento. Nel possiedono tra l'altro una casa probabilmente ereditata dal misterioso padre DURANTE che venderanno agli ufficiali della zecca.

Pero' la contiguita' di diversi possessi fondiari nei dintorni di Cascia spinge ad avvalorare la parentela tra Carnesecchi e Duranti di San Piero Scheraggio. Nel trecento tra i Duranti di Ricovero e i Duranti di Nese non sembra sopravvivere alcun contatto. E' possibile che i due gruppi appartenessero ad un gruppo familiare esteso che nell'urbanizzazione aveva perso la sua coesione.

Raccogliendo dati sui Duranti di Nese e' quindi possibile che questi siano utili alla storia dei Carnesecchi. Probabilmente attraverso i Duranti e i Carnesecchi si attua quindi tra Cascia e Firenze un interscambio continuo di beni e di uomini. Un universo che non mi e' ancora del tutto chiaro che sicuramente muove piu' individui di quelli da me individuati. Nese di Durante fu 2 volte Priore nel e nel , nel era a Monsummano a rappresentare la Repubblica e nel a Pistoia. Mariano di Stefano fu 3 volte Priore nel nel e nel , fu anche cassiere della camera del comune nel Ha inoltre un buon numero di debitori che distinge in buoni e cattivi, sia fiorentini che cascesi.

Nel Nese e Martino figli di un Durante vendono al Comune di Firenze un palazzo nei pressi di via della Ninna che probabilmente proveniva loro dal padre. La proprieta' del palazzo potrebbe evidenziare che gia' il loro padre si era inurbato Anche questi Duranti vivevano tra Firenze e Cascia. Chi e' questo Tommaso di Marco Priore nel ? A Firenze questi Duranti sono quindi allocati nel Sestiere di San Piero Scheraggio Quartiere di santa Croce e nota bene vicino ai Castellani anch'essi considerati originari del castello di Cascia.

Era un'importante chiesa della Firenze medioevale, prioria di uno dei sestieri cittadini, che fu in larga parte distrutta nel quando furono realizzati gli Uffizi per opera di Giorgio Vasari. Su via della Ninna sono ancora visibili i resti della chiesa soprattutto le colonne della navata e alcuni archi ed all'interno degli Uffizi dietro alla ex-biglietteria esiste ancora una navata della medesima, usata per occasioni speciali ed esibizioni temporanee.

Nella chiesa di san Piero scheraggio vi era una cappella di Mariano Duranti. Mariano Duranti era dei Duranti di Nese. Mariano Duranti era sicuramente ricco , mori nel dotando alcune fanciulle povere di San Piero Scheraggio e alcune fanciulle povere di San Piero a Cascia. Intorno al l'ospedale degli Innocenti di Firenze era in lite con lo Stato italiano che in qualche maniera voleva sottrargli i lasciti di Mariano che l'ospedale aveva conservato fino ad allora. E' quindi possibile che gli antenati dei Carnesecchi si siano inurbati nella zona di San Piero scheraggio insieme ai Duranti di Nese e ai Castellani.

Il fatto che Durante fosse del popolo di Santa Maria Maggiore non implica necessariamente che qui dovesse trovarsi la sepoltura. Nel caso questa fosse in San Piero Scheraggio potrebbe avvalorare il luogo comune d'inurbamento degli antenati comuni di Carnesecchi e Duranti nella parrocchia di San Piero Scheraggio. Le fonti documentarie tacciono su di loro: Qualche ipotesi su Ricovero.

A guidarci nella ricostruzione delle linee genealogiche fino al non possiamo contare sui battesimi del Duomo. Possiamo in parte utilizzare i libri delle eta' editi su internet dall'Archivio di Stato di Firenze. Possiamo anche far riferimento agli studi del prof.

David Herlihy e al database da lui creato consultando le tratte fiorentine e edite dalla Brown University e messe su internet. Un aiuto notevole mi e' venuto dalla consultazione di quella parte del Notarile fatta dal dr Paolo Piccardi. Ad ostacolare in modo significativo la ricerca le epidemie che periodicamente nel corso del trecento falcidiano la popolazione spazzando via interi rami genealogici.

La ricerca genealogica come la ricostruzione della vita dei nostri puo' avvalersi degli atti notarili ed anche dei documenti fiscali. Niccolo' Rodolico nel suo " La democrazia fiorentina nel suo tramonto " ……. A Mesopotamian Hero for a Melancholy Age. Prescription for an Anxiety State: A Study of BAM Canonicity in Cuneiform Texts.

Journal of Cuneiform Studies 36 2: Catalogue de la Collection Eugene Tisserant. Diagnoses in Assyrian and Babylonian Medicine. University of Illinois Press.

Inocência e perdão

Love Songs in Sumerian Literature. A Babylonian Explanatory Text. Lewiston, Queenston and Lampeter: The Edwin Mellen Press. Emotions Across Languages and Cultures. Diversity and Uni- versals. Qualche singolo aspetto della ricca stratificazione culturale della malinconia resta tuttavia ancora piuttosto oscuro. Le eccezioni sono davvero pochissime: Otten, la cui prima sezione, significativamente intitolata Medical Cases.

I licantropi letterari, figure di fantasia che vivono essenzialmente nei raccon- ti della tradizione folklorica e letteraria, come, per il Medioevo, Bisclavret, Melion, o Gorlagon. I licantropi demoniaci o magici: I guerrieri, che assumono ritualmente natura, aspetto e comportamenti lupini, come gli ulfedhnar norreni, o i saka haumavarga persiani, o i cinocefali lon- gobardi descritti da Paolo Diacono, che bevono il sangue dei nemici uccisi.

Peucer, Commentarius de praecipuis generibus divinationum…, Witebergae, , pp. Ist aber nach wenig tagen gestorben. In questo quadro, egli tradusse fedelmente la storia di Fincel, che si adattava perfettamente alle sue tesi, appena accentuandone i colori. Tandem non sine multa difficultate captus, incidenter asseuerauit se uerum esse lupum, discrimen solum existere in pelle cum pilis inuersa.

Fra gli altri, dal ve- scovo Simone Majoli [Majoli I, ], dal giurista Johann Georg Godelmann [Godelmann Fatti e documenti costituiscono evidentemente solo la materia con cui ciascuno tesse, a suo modo, un discorso tramato a partire dai suoi propri pregiudizi 4. Una cosa so, che presso i nostri era faccenda di tutti i giorni: Ma i licantropi sono comunque dei lunatici che, per un destino avverso sono settimi figli, nascono la notte di Natale, hanno i denti alla nascita ecc.

III, Paris, Klincksieck,, p. Euripide, Baccanti, 73, , , Rielaborando a suo modo i dati della tradizione popolare, la Cratere attico a campana a figure rosse, da Vico teoria medica classica inserisce Equense, c. Boston, Museum of Fine Arts, n. Lo afferma esplicitamente un frammento di Marcello di Side, nativo della Pam- filia vissuto nel secondo secolo dopo Cristo, autore di un apprezzatissimo poe- ma medico in esametri greci.

La follia lupina, o canina, come viene chiamata secondo Marcello [di Side]. Si riconoscono da questi segni: Hanno la lingua secca, non secernono affatto sa- liva, e sono assetati. Hanno le tibie esulcerate in modo non medicabile, per le cadute continue, e i morsi dei cani, che cercano carne. A volte, si possono anche somministrare dei sonniferi nelle bevande. Roscher , che fornisce una ricostruzione comparativa del brano, corredandolo di un dottissimo commento, e la recente, rapida, sintesi di Poulakou-Rebelakou E.

Fro- ben, , II, cap. Nel Canone, egli riprende quasi letteralmente il brano di Marcello di Side, ma, differenziandosi dai suoi prede- cessori, vi cancella ogni riferimento a cani e lupi: Le carte in tavola sono sempre le stesse, ma vengono disposte diversamente. La contrapposizione fra mania e malinconia, dunque, costituisce una specifi- cazione della teoria generale, e non una sua refutazione.

In senso proprio qui si tratta nella seconda accezione. La mania o il demonium lupinum proviene dalla materia collerica riarsa, o dalla melancolia riarsa. II, Napoli, Filatre-Sebezio, IX, De lupina insania, pp. II, De actionibus cerebri laesis, cap. XV, De Mania, pp.

Queste due malattie non differiscono se non per la posizione della materia. In Avicenna e nei suoi successori la formula mi sembra infatti possedere solo un significato puramente connotativo: I, in Collectio Salernitana Practica Johanni Serapionis dicta breviarium, Lib. XXI, De Mania, e cap. A volte si ha un morbo, a seguito del quale qualcuno crede di essere un lupo: Zorn, Dissertatio de Daemoniacorum in sepulcretis habitantium lykantropia quam Christus curavit, Miscellanea Duisburgensia, t.

Which word, some Physitions do translate Daemonium Lupinum, that is, a woolvish Demoniacke: And it is nothing else in effect, but an infirmitie arising upon such phantasticall imagina- tions, as do mightily disorder and trouble the braine. Su questa posizione compromissoria si schierarono sia testi di taglio medico, come il De la lycanthropie di De Nynauld cap. VI, De la lycanthropie natu- relle, pp. Sidky, Witchcraft, Lycanthropy, Drugs and Disease: Arieti, Manuale di psichiatria, Torino, Boringhieri, , vol.

Brown, Lycanthropy lives on, British Journal of Psychiatry, vol. Davis, Lou Garew, H. West, Multiple serial lycanthropy. Vartzopoulos, Lycanthropy and demonomania: Certo, per noi questa figura ha ben poco a fare con il malinconico classico, come, poniamo, Amleto o il Jaques di As You Like it. De Medendis Humani corporis malis: A dangerous reverse intermetamorphosis.

Review of 23 cases with the syndrome of lycanthropy, European Journal of Psychiatry, 13 3 , , pp. Nejad, Belief in transforming another person into a wolf: Response to Miles e Drake, Jr. Janakiramiah, Lycanthropy in depression: Two case reports, Psychopathology, 32 4 , , pp. Leong, A case of partial lycanthropy, Canadian Journal of psychiatry - Revue canadienne de psychiatrie, 45 2 , , pp. Arturo Silva, Gregory B. Leong, Lycanthropy and delusional misidentification, Acta Psychiatrica Scandinavica, 2 , pp. Katz, Anorexie et lycanthropie: Annales de psychiatrie, , vol.

Moselhy, Lycanthropy alive in Babylon: Magiologia Basel, Johann Heinrich Me- ver. A Field Guide to Melancholy. II, a cura di S. Deacon, John; John Walter. Dialogicall discourses of spirits and divels, Londini, Impensis Georg Bishop. Expositio in IX librum Rhazis ad Almansorem. Oti- nus de Luna.

De la lycanthropie, transformation et extase des Sorciers. Mogli, fate e lupi mannari. Le voci del Medioevo. Approssimazioni al lupo mannaro medievale. Il serraglio degli stupori del mondo.

1 Hour of Medieval Instrumental Music - Medieval Life

Ambrosio e Bartolomeo Dei. Compendium Medicinae Gilberti Anglici. Tractatus de magis, veneficis et lamiis recte cognoscendis et puniendis. Sumptibus Johannis Danielis Tauberi. Physici et medici graeci minores. Super aphorismos Iacobi Foroliviensis in Hippocratis Aphori- smos et Galeni super eisdem commentarios, expositio et quaestiones. Saturno e la melanconia. Werewolves in Western Culture. Lycanth- ropy in Byzantine Times. The Nature of Melancholy from Aristotle to Kristeva. Pshysica Curiosa, sive mirabilia naturae et artis, libris XII com- prenhensa.

Sumptibus Johannis Andreae Endteri. De iis quae scrita sunt physice in libris sacris, sive de Sacra Philosophia. Quasimodo, Isola di Ulisse 1. Il tutto scaturirebbe dalla dot- trina dei quattro umori cumoiv , il fondamento nello studio delle interazioni fra anima, corpo e una peculiare affezione che da esso deriva, la melancholia2. Gli albori di tale insegnamento sono forse da ricercare nei pitagorici e nella loro ossessione per la tetrade3. Una storia della depressione, Bologna , pp. Aezio I, 3, 8 Doxographi Graeci, p. Le opere e le testimonianze, I, Milano , pp.

Federici, Torino ed. London , p. Applican- do la dottrina dei quattro elementi alla fisiologia umana, si riteneva ognuno di essi legato e prevalente in una specifica parte del corpo: Nel Corpus Hippocraticum viene infatti elaborata una visione del corpo umano raffigurato come una sorta di vaso, le cui secrezioni possono essere scomposte ed esaminate al fine di stabilirne lo stato di salute o di malattia8. Eraclito, Milano , p. Neopitagorici e neoplatonici rivivono questa vicenda in una dimensione psi- cagogica: A Study on the Orphic Movement, London , p.

Aspetti psicologici e prospettive religiose Symbolon 19 , Catania , pp. Attraverso di essa si configu- rano i molteplici legami con il mondo della materia. I, 33, ; 34, 4; 38, 2; 46, 1; 47, 2; 55, 1. I, 11, 8 ss. Un insegnamento trascritto fedelmente negli Oracoli caldaici, summa del sapere teurgico antico Un reecuentro, I, Madrid , pp. Pubblicazione in onore di R. Mondolfo, Bari , pp. Tardieu, Paris , passim; S. La Teurgia, Firenze , pp. Una circostanza fisiologica che viene interpretata ritualmen- te: Tutti i demoni sono quindi anime e hanno un corpo aereo o igneo Le anime che, vinte dalla ajnaqumivasi"69, provano diletto nellle libagioni nutrendo la loro parte pneumatica e corporea con i vapori saturi delle carni immolate e bruciate70, non appartengono poi certamente a un rango elevato, non sono quelle dei teleioi, addestrati, iniziati a liberarsi dai lacci del desiderio mondano.

III, 5, 6, 37; Iambl. Metafrasi fisiologica di una vicenda che gli iniziati rivivo- no nello specchio di Dioniso. Plotino rivive il mito in chiave orfica: Orfeo in seguito plasma come immagini di Dioniso le 72 Cfr. Riccati di Ceva, Torino , pp. Teil , Leipzig-Berlin , pp. Una vicenda che sembra riprodotta anche in un contesto storico e reli- gioso affine, riflesso nei testi manichei in medio-iranico. Un frammento manicheo trascrive infatti una tradizione cosmologica di area ellenistico-iranica secondo la quale in uno dei firmamenti celesti sarebbe collo- cata una lente prismatica, una sorta di specchio attraverso il quale il demiurgo osserverebbe i mondi Una tradizione raccolta e utilizzata da Plauto a.

Il mito e la dottrina. Herrmann, Bruxelles , pp. Gignoux, Paris , pp. Horvitz - Wakefield Si veda anche Kselman per altri contesti. Prima comparsa e sviluppi del male di Saul sono descritti nel Primo libro di Samuele. Il male appare nel contesto di una situazione difficile: Nella traduzione greca della LXX troviamo un contenuto non molto diverso: Sono questi servi a suggerire un rimedio basato sul potere distensivo della musica 1Sam Le caratteristiche della visio- ne generale di Saul in Giuseppe, tendente a eroizzare il personaggio, sono sintetizzate in Feldman Anche per questo, forse, Giuseppe avrebbe evitato di presentare i problemi di Saul come punizione divina, ma come una vera e propria malattia Feldman Wilson ; Michaelsen ; Blen- kinsopp Il racconto continua con la conferma delle parole di Samuele: A ben guardare il testo masoretico, si nota che dapprima 1Sam Fra i mano- scritti del Deserto di Giuda mancano ancora testimoni per la sezione 1Re Certo non si tratta di attribuire, con questo, spessore a una figura che non si sa neanche se sia mai esistita In particolare, Preuss ha associato il comportamento di Saul a Nayoth 1Sam Di epilessia in Saul parla anche Palmer Alcuni recenti commenti del testo al Primo libro di Samuele sembrano dunque essersi assestati, per quanto riguarda il male di Saul, su depressione o depres- sione maniacale, sfociata poi in paranoia Ma tale verbo non viene mai usato nel racconto di Saul.

Nei suoi responsi, egli spiega come le persone colpite da una crisi di malinconia non siano in grado di ragionare e come gli attacchi siano alternati a periodi di salute mentale, e che non ci si possa fidare dei periodi di calma appa- rente Altri commentatori medioevali, oltre a Maimonide, hanno identificato la malattia di Saul come malinconia.

Nel suo commento a 1Sam Hankoff ; Weindling ; Kottek e Samuel and the Beginnings of the Prophetic Movement. Demonic Possession in the New Testament: A Translation with Commentary of 1 and 2 Samuel. New York - London: Journal of Near Eastern Studies Battaglia, Salvatore a cura di. Grande Dizionario della Lingua Italiana. A History of Prophecy in Israel. West- minster John Knox2 trad. Il libro del profeta Osea. Edizione critica del testo ebrai- co.

Quaderni di Henoch 2 Torino: Bottin, Luigi a cura di. Ippocrate, Arie acque luoghi. Saul in Story and Tradition. Was Saul also among the Prophets? In Ehrlich - White University of California Press, The Orthodox Jewish Bible: Tanakh and Orthodox Jewish Brit Chadasha. Charismatic Possession and Monarchic Rationalization: The Folly of Saul. The Tragedy of Cain and Abel: A Case of Depression. Jewish Quarterly Review Was Cain Angry or Depressed? Background of a Biblical Murder.

Ancient Descriptions of Organic Brain Syndrome: The Kor- diakos of the Talmud. American Journal of Psychiatry The Loss of Sadness. London - New York: Cam- bridge University Press. Kinnier Wilson, James V. An Introduction to Babylonian Psychiatry. A cura di Hans G. Assyriological Studies 16 Chicago: In Diseases in Antiquity. A cura di Don Brothwell e A. Carta - University of Haifa. Klibansky, Raymond et al. Saturno e la malinconia, Torino: Musikinstrumente und ihre Verwendung in Alten Testament.

Suomalaisen Kirjallisuuden Seuram Kirjapainos. Psychiatric Cases in the Works of Flavius Josephus. Medicine and Hygiene in the Works of Flavius Josephus. Another Look at 1 Kings Journal of Northwest Semitic Languages Depression in the Hebrew Bible: Saul in Rabbinic Exegesis. A cura di Stephen Bertman e Lois Parker, Luther, Descartes, Rousseau, Paris: Ecstasy and Possession in Ancient Israel. A Review of Some Recent Contributions. Scandinavian Journal of the Old Testament 2: Muntner, Suessman a cura di.

Mosad ha-Rav Kook ebr.

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Naveh, Joseph - Shaked, Shaul. Magic Spells and Formulae. Aramaic Incan- tations of Late Antiquity. Amulets and Magic Bowls. Erubin The Talmud of the Land of Israel Saul among the Prophets 1 Sam. Interpreting Mental and Physical Differences. Medicine and the Bible. Biblical and Talmudic Medicine. Translated by Fred Rosner. Hebrew Publishing Company ed. Biblische und Talmudische Medizin, Berlin: Medicine in the Bible and the Talmud. Selections from the Classical Jewish Sources. The Medical Legacy of Moses Maimonides. Studies in Judaica 4 New York: Yeshiva University Press s. Psyche and the Bible.

Psiche e Bibbia, Firenze: The Ways of the Sages and the Way of the World: The Minor Tractates of the Babylonian Talmud: Madness and its Social Background in the Old Testament. Le kordiakos dans le Talmud: The Structure of Personality in Hebrew Psychology.

The Welshman's Bride

University of Notre Dame Press, Prophecy and Society in Ancient Israel. In Dictionary of Deities and Demons in the Bible. A cura di Karel van der Toorn et al. Introduction The ascription of melancholia to an entire nation, in the history of ideas about nations, has turned up in early as well as high modernity.

The present overview is concerned with how the Jews were perceived, and with the ascrip- tion of melancholia to them. That idea is alive and kicking. One of the present authors, Nissan, remembers a broadcast he listened to while living in Milan during the s: She offered to sing one out of two Jewish songs, and asked them whether they would prefer a sad song, or a merry song. They told her to sing the merry one.

But she sang quite a melan- choly Judaeo-Spanish song. Saturn rules the melancholic temperament, and the Jews were consid- ered to be inherently sad and fearful by those who deliberately made their cir- cumstances to be ones arousing fear and sadness. Far from being a medieval trope, or an early modern trope, reverberations of the myth of Jewish melancholia have had repercussions up to the twentieth cen- tury and beyond.

Thus, like Eve and all women after her, menstruating since her Fall, male Jews were claimed to also have menses, because of the Passion that the Fall prefigurated. Modernity rationalised this into haemorroids, ascribed to the Jews, and it was then further rationalised as enfeeblement from sedentary life, supposedly useless unlike that of Christian or positivist intellectuals.

And Freud and Fliess,3 in their correspondence about nosebleeding in males, made this into the universal male menses, thus denying that male menses were specif- ically Jewish. Jewish responses also included, e. What was to become the Day of the Lord dominica had been the day of the sun cf. But the Jewish Sabbath happened to coincide with the day of Saturn cf. Thursday was the day of Mars Martis dies , and in Germanic lands, the day of Thor. Friday was the day of Venus Veneris dies, cf. It starts with an epigraph from Virgil: The essay begins thus: Lamb wonders at previous authors having overlooked it.

The East End of London has produced Jewish boxers much later, too. At a ceremony at a university campus in the East End on 3 September , the heavyweight champion Roman Greenberg was photographed shaking hands with the now old Sir Henry Cooper the British heavyweight champion who once threw to the ground Muhammad Ali, and is now a fine speaker , in front of an unveiled plaque with a relief showing, on the ring, Daniel Mendoza , the father of scientific boxing, who was buried at a Jewish cemetery nearby.

There even was a rabbi from the old Spanish and Portuguese Bevis Marks synagogue, reciting the kaddish memorial prayer for Mendoza. This is part of a modern culture of memory: Mendoza was a superstar at the apex of his boxing career, which is extraor- dinary considering his Jewishness and poor background, but that sits well with how also Black boxers have been rising above their background of poverty and emargination in the twentieth century cf.

Ungar and Berkowitz The Turks, who practise it at this day, are noted to be a melancholy people. There is reference to religion, as Lamb speculates that one of the reasons that they are melancholy is because they are entrusted with clothing man after his expulsion from the Garden of Eden.

My dissertation, prior to this body of work, was a comparison between the sweat 5 Melancholia is from the devil but so is especially despair, an obstacle to salvation and Robert Burton, the seventeenth-century humoralist physician, recognises the intervention of evil spirits in melan- cholia.

As you know it was in the 19th and early 20th [centuries] that large numbers of Jewish immigrants came to London and found themselves working in tailoring workshops in appalling conditions under the sweated system. These conditions, and their lack of autonomy in a system of subcontracting would have made the biggest optimist prone to melan- choly. So I am not sure that it would have had anything inherently to do with their religion. But I may be wrong. In fact, it was nothing inherent to either Jews or Judaism. In this paper, we are going to show how persistent ascriptions of melancholia to the Jews took shape.

The spleen7 of later literary move- ments, such as late nineteenth century French and English Romantic writers, owes much to that precedent. Over a longer period within early modernity, and in perceptions of that period entertained in high modernity and up to the pre- sent, sometimes the supposed melancholia of a given nation was put in relation to melancholia as being contributed by other national cultures. The French constructed the tristesse to emulate the English spleen, and the Romantics exalted melancholic sentimentalism as seldom before.

It is possible that the Florentine Neo-Platonists first propelled the rebirth of ancient Greek melancholy in Europe, supported by the Arabic and Jewish philosophic traditions. And the long Spanish Golden Age most contributed to consolidating in the West the black humors 7 By contrast to gloom as being associated with spleen, an anatomical metaphor based on functional ascriptions to the milt making a person splenetic , in Jewish sources instead — from late antiquity or the early Middle Ages — mirth was associated with the spleen Babylonian Talmud at Berakhot, 61b; Ecclesiastes Rabbah, 7: Thus, opposite functions were ascribed to the milt in different cultures.

But when we gaze at Spanish culture, we will not easily find signs of the old melancholy. It seems that the arche- type has faded: The problem is relevant because melancholy was traditionally considered a Jewish illness. The theme of melancholy connects us to one of the most debated problems of Spanish history: Thus, humoralism was no longer confined to medicine: The persecution of the Moors explains the de-arabization of Galenic medicine. He then pro- ceeds: The topic of melancholy was situated in the center of a great polemic.

In that era physicians, theologians and writers dealt with this topical issue. We know, for exam- ple, that Cervantes sketched the profile of Don Quixote with the black ink of melan- choly. It seems to me that in the border condition of Renaissance Spain we find one of the clues that sheds a light upon the great import of the issue.

Melancholy was a border illness, a disease of transition and transformation. A sickness of displaced peoples, of migrants, associated with the fragile life of the people who suffered forced conversions […]. The Arabs and the Jews did not leave a smile in the air like the Cheshire cat when expelled from their Spanish lands: Typical Associations of Saturn, and Perceptions of the Jews Of all the planets known before modernity, Saturn is the one farthest from the earth according to the geocentric conception. It is the slowest moving, too, and was reputed to be the coldest.

It was claimed to rule the melancholic tem- perament, and it was associated with inactivity, the contemplative life, illness and old age. Such beliefs about planetary deities took various forms,10 e. Johannes Reuchlen [Reuchlin], for example, wrote in his De verbo Mirifico that sadness of temperament characterizes the Jews and that they live under the sign of Saturn […]. Isaac Cardoso believed that if any illness could be specifically Jewish, it was melancholy, because of the sadness and the fear contracted by the wounds and oppressions of exile […].

Additionally since many doctors were Jewish or converts, we [p. Many peninsular doctors lived under this suspicion, which was often an excuse for dispossessing them of their belongings and for feeding the popular anti-Semitic ire. And yet, Zafran remarked , p. They note that St. Augustine considered Saturn a god of the Jews [ Klibansky et al. It was so because the Jews were considered to be decrepit: Frequently in anti-Semitic propaganda Jews were also depicted supporting themselves with canes […] but here clearly to indicate a moral and spiritual decrepitude.

On each day Humayun wore clothes of the colour appropriate to the planet of the day — on Sundays he wore yellow, on Mondays green, and so on. Humayun was fatally wounded on falling while climbing down from his observatory, on the night of Friday, 24 January , which he had considered auspicious because of the rise of Venus ibid. Saturn, in his benigner aspect as the ancient Roman god of agriculture, is the ruler of those tied to the earth, his ele- ment: As the coldest planet, his season is winter, which accounts for the inclusion of agricultural activities associated with the winter months — woodcutting, ploughing and the slaughtering of pigs.

Of all the animals, moreover, pigs were considered closest to the earth. The idea was that having rejected Christianity, they could not stand on their legs, as their adherence to the Law of Moses would not support them. Like the goat, the pig was an animal associated with Saturn. A goat-like physiognomy, as well as the fetid caprilic smell of goats, were ascribed to the Jews,12 and actually the goat association has persisted in modern anti-Semitism. This also drew a reponse from the Italian poet Umberto Saba — , whose mother was Jewish.

He did so without intending it to reflect negatively on either the Jews or the goat, and yet he did so by appropriating a well-known, and very negative caricature of male Jews. Saba was humanising the goat, attaching a Jewish identity to it, and then universalising the pain that he was reading into her bleat- ing to the pain of everybody who is living. It is not only Shylock who is portrayed on the stage with a red beard and a hooked nose: The entry for the latter in Jeffrey , p.

As Trachtenberg [ , pp. The latter were said to have goatish beards, or were depicted with goat horns, or riding upon a goat, one of the traditional mounts of the devil. That the goat was not only […] an animal belonging to Saturn but also, in the form of the zodiacal sign of Capricorn, one of the two signs or houses associated with Saturn, draws the knot of relationship still tighter. In the words of Zafran , p. The pig was also sometimes the animal attribute of the melancholy humour, as seen for example in a woodcut from the French Calendar of the Shepherds of Zafran also remarks ibid.

One would be mistaken to think that as pigs are not eaten by the Jews, pigs and Jews would not be associated with each other other than by mutual exclusion. Quite on the contrary. Shachar researched the Jewish sow Judensau , a motif in anti-Semitism in Germanic lands. It used to be represented with the body of a sow, suckling not piglets, but adult Jews. The early development of received notions about the Jews in relation to Saturn. To a contemporary viewer, however, these depic- tions would have brought to mind the unpleasant character of the Jewish moneylender or usurer.

Saturn, as we have seen, engendered miserliness and avarice: Apparently the Jewish Sabbath was considered to be cold, because practising Jews did not and do not light fire during the Sabbath even though they could light it before , so food may be cold or tepid instead of hot. The next step was to aetiologise the coldness of the Sabbath, i. In light of much later authors of the fifth century C. Thus, the anonymous author of the Brevis Expositio in Vergilii Georgica first half of the fifth century C.

In a travel-poem, De reditu suo On his Return , the pagan Rutilius Nama- tianus relates with irritation about a Jew he saw on board of a ship. De reditu suo is pervaded with consternation at the squalor of the times, blamed on the decline of traditional pagan worship. Before bemoaning the Romans ever ven- turing into Judaea, as presumably through Christianity Jewish ideas con- quered Rome,16 Rutilius Namatianus lashes at Jewish practices: Wight Duff and A.

The original Latin reads as follows: Zafran quotes from the Introductorium maius by ninth or tenth-century Alcabitius known in Europe in Latin translation from Arabic a description of the traits of Saturn by way of a prototypical example: Being bad, and being melancholic were associates of the Jews. Christians did not dispute that Judaism had fathered Christianity, and it was to them old and decrepit. The Jews were dead, being excluded from the eternal life. That Jews were associated with grief and lamenting was considered to be their deserved state, in retribution for the Passion.

As to suspicion, they were suspected of anything evil, and according to a pattern usual in prelogical thinking, they could therefore be portrayed as being themselves suspecting. This is a concept dealt with by Klibansky et al. The accusation of misanthropy had stuck already in pagan Roman times, especially because of the avoidance of interfaith marriages on the part of the Jews. His rule-based structure for the uncon- scious allows us to make sense of those aspects of thought that do not obey conventional logic.

In his book The Unconscious as Infinite Sets, Matte Blanco proposed that the structure of the unconscious can be summarised by the principle of Generalisation and the principle of Symmetry, where it is the latter that contravenes on conventional logic, in that it makes relations reversible. Matte Blanco called this Symmetrical Logic. It is the mixture of the symmetrical logic of the unconscious and the conventional logic of the preconscious and consciousness, that according to Matte Blanco constitutes the bi-logic.

As to wan- dering and long absence from their homeland, these, too, were situations ascribed to the Jews, albeit not by Alcabitius. But Alcabitius then stated about Saturn: The blindfold figure of Synagoga22 i. Zafran relates how the Father Time-like iconography of Saturn was eventually relinquished: Zafran pointed out that the blood of Jews was thought to be black and putrid ibid. In the Middle Ages, it was claimed that when other birds see the owl hiding during the day, they noisily attack it to betray its hiding place see Fig. The caricatures most resemble those employed at the same time for the Jews.

Saturn even wore a Jewish hat. The owl from the Harley MS , Folio 47r. This connection with age, outdated, dying things and the displacement of one god by another provides an analogy to the relationship between Christianity and Judaism. It was the Jews who, according to the dominant medieval concept, sought to destroy their own offspring or son, Christ, but he was miraculously resurrected and a new era born. Thus Saturn and the Jews both represent the unworthy fathers, who are rejected, defeated and displaced by their sons who establish new orders Christianity and the reign of the Olympian gods.

The rejected parents cannot accept this new order but remain isolated misanthropes nurturing their vengeful resentment and hatred. They are thought of as the embodiments of all that is worst in mankind and become the archetypal pariahs of the world. The child-eating ogre the Kinderfresser or Kindlifresser appeared, e. Athena, according to the myth, revived the child. The supersession of paganism by Christianity relegated any persistence of pre-existing spiritual options to the realm of the Devil.

But then Kronos eating its children was likened to Judaism or Jewry and the Passion, i. To further drive in the point that the Jews were dangerous to Christians even in the present, it was con- venient to blame them with still being the child-eating Kronos, with still being prone to doing something atrocious to Christian children. Carlo Porta , the most prominent poet in the Milanese dialect, has a lower-class character utter the following: This is a work of Nissan recalls the following three episodes on public transportation in Milan somewhere between the mids and the early s in Milan.

In one case, an old man in the tramcar on its way to Piazza Cordusio, on seeing a black man walking past the Credito Italiano, shouted: On another occasion, one evening inside a bus of the line 60 travelling in Via Mario Pagano, a young black woman in the front of the bus, dressed as a model, with gold threads in her hair, and perhaps travel- ling in order to attend a photographing session, was shouted at by an angry old man: The victim looked back in fear.

She eventually stood up, and had a calm, sub- dued chat with the driver. Once she alighted, the driver gave Nissan a dreamy star, as a silent commentary about the young lady who looked like a celebrity. The third episode took place in Piazza Leonardo da Vinci, and Nissan observed from the pavement while a tramcar of the line 23 was proceeding in the direction of Lambrate. An old white, besuited man was standing in front of a young black man, visibly apprehensive.

A fourth episode took place inside a tramcar travelling along the southern side of the cathedral, in Piazza Duomo. In the almost empty tramcar, between Nissan, who was rather in the back of the vehicle and a few women in the front of the vehicle, three Rom children were sitting in front. One of them was a boy, and the other two were girls.

A middle-aged woman, wearing a rather upmarket coat, started to shout in panic: The two little girls were terrified. The lit- tle boy, instead, offended and defiant, retorted in heavily accented Italian: I carry out a robbery! This is an example in which out of anger, a victim tar- geted because of belonging to a dispreferred ethnic group was retorting by accepting and asserting the for- bidding stereotypical image proclaimed to his face by the perpetrator.


  • A Temporary Sanity: An Original Screenplay.
  • Item Generation for Test Development.
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  • Immagini digitali degli atti di stato civile.
  • ;

Nor, judging from Fig. The competition was held on the premises of the weekly The Economist. The cartoonist received the award by a prominent politician, Claire Short, previously minister for overseas on another occasion she reportedly [Wistrich ] blamed global warming on Israel. A cartoon showing a gigantic Sharon devouring a non-Jewish child.

It is found as early as the talmudic and midrashic literature. Marcus Jastrow , s. Consider however that the name Shabbetai being given to Saturn in Hebrew may itself have been a response to the Roman association of Saturn with Saturday. This is often given as the interpretation of kywn Kiyyun , the name of an idol in Amos 5: Abraham Ibn Ezra accepted it explicit- ly.

The planetary week in Hebrew literature was discussed by Gandz His super-commentator took it even further: At least as early as , Abraham Ibn Ezra was residing in Rome. In and possibly earlier he was in Lucca, and also in in Mantua; then two years later he was in Verona where he started to write his works of science.

He then moved to Provence, and then again to northern France. In he moved from Rouen to London, but in was in Narbonne. He died in or , the place being uncertain: Thus, their inhabitants, e. But then, Judah Ibn Matqah turns to the Land of Israel and the Land of Syria, which according to Ptolemy, are under the influence of Jupiter, Mars and Mercury, which is why the people of those places are merchants and cheaters, and the Land of Syria and the Land of Israel partake in this of Aries and Mars, and therefore they [their inhabitants] are stupid and ignorant of G-d.

At this point, Ibn Matqah proceeds to refute Ptolemy: What Ptole- my did consider, Ibn Matqah avers, was only secondary, and he neglected what is most important, and this makes Ptolemy untrustworthy. Then Ibn Matqah quotes a passage from the Babylonian Talmud at tractate Kiddushin 49b, about the qual- ities of various lands: And then we have conjectures about acceptance of the Saturn association, on not as firm ground, but by way of conjectures. Moshe Idel suggested this onomastic connection. Benite writes , p. Benite himself, at the risk we fear of engaging in creative homiletics, pro- poses , p.

Jewish Male Menses and Melancholic Blood: Imagined Physiology Sub- serving Theology Jewish males were believed to menstruate,30 in medieval Christendom. Just as Eve began to menstruate because of the Fall, which was itself a prefiguration of the Passion, so male Jews were said to menstruate since the Passion. This was in relation to a legend about the origins of ritual murder, also ascribed to the Jews. Evidence was coaxed out of Scripture, at loci that of course to the Jews mean something else.

Saturn is to Ptolemy the farthest planet from Earth, and the ten lost tribes of Israel are beyond the river Sambation ibid. Of course, this made that psalm all the more appealing for Christian polemicists. Caesarius of Heisterbach d. I am very much loved by my father who guards me so carefully that I cannot come to you nor you to me except on the Friday night that preceeds your Easter. For then the Jews [i. They are so preoccupied by this that they can only pay less attention to other matters.

The seasonality of the male menses in spring time dovetails with the belief that Whether we see menstruation as purification or plethora, in either case women have ous to medieval Jews that they themselves were not worshipping sculpted images, whereas their hosting society definitely and ostensibly did. It does not take much to realise that the end of the Taberancle at Shiloh, from the period of the Judges, was projected forward for a polemic purpose extolling the Kingdom of Judah, against the northern, secessionist Kingdom of Israel, itself led by the tribe of Ephraim.

Christian scriptural exegesis resorts to allegoric interpretation in a sweeping manner not found in Jewish exegesis where allegory only predominates in the interpreation of Song of Songs. But there was more to it. The first hemistich of v. Men have no such thing, and are driven to regular artificial blood-letting, to phlebotomy, to achieve the same objective that women reach naturally. Men were most often bled in the spring, but also at other times for those who got little exercise. The classical authorities in medicine, Hippocrates and Galen, differed in how they explained menstruation.

To Galen instead, menstruation is the expelling of plethora, i. Nosebleeds were one possibility. David Katz , p. The early modern border between male and female was highly fluid, like the female humoral constitution itself. So too it is read 1 Sam 5 that mice bubbled up from the earth and the Lord struck Ashdod in the secret place of their buttocks [the anus? It was everlasting shame because an infirmity of this type is most vile.

And some say that the Jews endure this shame because they suffer a flux of blood as vengeance for the passion of the Lord, and that is why they are so pale. An alternative to haemorrhoids was the claim that Jews urinated blood. There are different associations of ideas, according to whether male Jews are claimed to actually menstruate, or ascribed menses are rationalised as haemorrhoids.

Some early modern Jews came to internalise the latter ascription, as they found it to make sense that as the stereotypical Jewish lifestyle was sedentary all the more so because of the ideal35 of diligence at learning , this would be conducive to a higher incidence of haemorrhoids among Jews. The stereotype according to which male Jews are less masculine,36 do not excel at sports, and the like, has loomed and still looms large, there is considerable literature about the subject, and we can- not delve into this here. Nor can we deal here with medical or pseudo-medical arguments against or in favour of circumcision, even though there has been and still is such a debate within the discourse of modernity.

Deriding Jews because of circumcision is as ancient as ancient Roman attitudes toward the Jews. This attitude was perpetuated in Western civilisation. In a quodlibetal disputa- tion an academic exercise from around from the University of Paris, one 34 In his Quaestiones de animalibus 9: The scholarly habitus continues to be a formative part of male Jewish identity as well as a source of pride and prejudice in pro- and anti-Jewish rhetoric.

Suffering from an array of shared symptoms that ranged from gout to the golden vein, male Jews and intellectuals became pathologized similarly. However, Jews naturally withdraw themselves from society and from being connected with others, as is patent, therefore they are melancholics. It is this complexional coldness governing their na- ture that makes women unable to complete the digestion of blood, resulting in the necessity to purge the body of its coarse and undigested blood via menstruation.

Rohrer blamed occupational, spatial seclusion, and early marriage and thus, to him, too early sexual activity for the sickly and unmanly body of male Jews. Kassouf proceeds to remark and quote as fol- lows ibid. More specific diagnoses show that scholars and Jews were particularly prone to melancholia and hypochondria, their bodies and demeanors exhibiting an explosion of symptoms to be interpreted. The pale complexion of the Jew, his crooked posture, his never-ending expres- sions of anxiety, his constant worry about every appearance of offense that crosses his path; his behavior at home that is seldom accompanied by laughter; all this and much more should lead us to assume that a majority of Jews has no small tendency toward melancholy.

Regardless of this the Jew still longs very 38 Resnick , pp. One of the things that Resnick remarked about the popular medical text Omnes homines, was: Jews, like women, have a cold complexion, not by nature perhaps but because they live in fear and are idle. This kind of phenomenon, of Jewish physicians internalising representations of Jews asserted in non-Jewish medical discourse, was to become commonplace in the late nineteenth century.

In the case of The Treatise on Procreation, arguably what was at work was not the appropriation of a negative caricature, but agreement about some physiological causes in relation to lifestyle, such as living in fear of the hostile gentile society, being downtrodden because in exile and because Jerusalem is destroyed, and a prevalently sedentary lifestyle. Kassouf remarks , p.

The explicit connection with scholarship reemerges in the eigh- teenth century among writers such as Johann Adolf Behrends who continue to prop- agate a connection between too much Talmud study and hemorrhoids: By the early modern period, haemorrhoids had become an option for ratio- nalising the medieval Christian belief that Jewish males menstruate. There already was a tradition relating the piles to the Jews.

Galen in the second century speaks of the digestive problems of Jews, and the link between Judaism and haemorrhoids. Medicalised Jewish Identity in the Nineteenth Century and Beyond In the nineteenth century, pseudo-medical theorisation about Jewish disease developed within the discourse of modern science. Medical fictions about race have not died out even at present Gilman Also during the nineteenth and early twentieth centuries, when spurious pseudo-scientific ascriptions to Jews and other groups were burgeoning, melancholia was one of the traits ascribed to Jews.

In a scholarly forum, Boudin , Gilman remarks , p. Gilman juxta- poses this to what anti-abolitionists in the United States made of their claim that enslaved Black people were less subject to mental illness that when free. Even some Jewish physicians accepted the commonplace. Even the Freudian turn away from biology into psychodynamics did not do away with the myth of Jewish mental illness Gilman , pp.

The Welshman's Bride (Warrior, #10) by Margaret Moore

Mosse also remarks ibid. The iconography of insanity was transferred to other outsiders, and the close connec- tion drawn between Jews, blacks, and madness provides a central argument for Difference and Pathology [ ]. In the interpretation of that data the anti-abolitionist forces, headed by John C. Calhoun, argued that blacks suffered more frequently from mental illness when free than when enslaved.

The contemporary demand for legal equality was translated into its antithe- sis, madness and its resultant dependency. The Jews were seen as covertly ill, ill in a manner that provided the observer with proof of his own emotional and intellectual superiority. European biology served, especially in Germany and France, to reify accepted attitudes toward all marginal groups, especially the Jews. However, the reality was quite different. While the fantasy of the privileged group would have banished the Jews out of sight, into the asylum, the best it could do was to institutionalize the idea of the madness of the Jews.

Thus, like women, who were also making specific political demands on the privileged group at the same moment in history, Jews could be dismissed as unworthy of becoming part of the privileged group be- cause of their aberration. Their writings centered on the premise that such evolution would occur only if Americans would avoid three dangers in the psychological realm: And yet, Heinze points out ibid.

This in turn was the rationale, in European dominant culture over the centuries, of fingering the only kind of good Jew if any , namely, the converted Jew. But Gilman , p.